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giovedì 13 gennaio 2011

editoriale n.11

Tra inondazioni ed legittimo impedimento

La consulta boccia parzialmente il leggittimo impedimento; i giudici hanno messo vari paletti sulla legge ,come la bocciatura sulla certificazione di Palazzo Chigi sull'impedimento e l'obbligo per il giudice di rinviare l'udienza fino a sei mesi, dichiarando illegittimo il comma 4 dell'art.1 della legge 51 del 2010. I giudici avrebbero inoltre bocciato in parte il comma 3, affidando al giudice la valutazione del legittimo impedimento.
Il popolo viola festeggia e dice che «Berlusconi ora dovrà spiegare a Napolitano perchè ha fatto promulgare una legge in parte incostituzionale». I giudici che seguiranno i processi di Berlusconi dovranno valutare in base sugli impegni del premier.
Si potrà fare un referendum sulla abolizione totale di questa legge,ma il pdl dice che non è preoccupato.
Intanto,fanno notizia le inondazioni in Australia,nel Quennsland,dove Brisbane è stata praticamente allaggata,e ci sono case lasciate inondate.
Stesso discorso in Sri lanka e nelle Filippine,ed in Brasile.
In Tunisia,ci sono disordini,causa crisi economica ed disoccupazione. Il carovita colpisce,ci sono feriti e morti. Nei giorni dopo,si sono chiusi università ed scuole,ma nonostante l'intervento della polizia,si è deciso di arrivare al coprifuoco,proteggendo la tv di stato con l'esercito.
Quanto sta avvenendo in Tunisia in questi giorni è un testa a testa continue e violento tra il governo e il «popolo» che manifesta chiedendo il «risveglio» della Tunisia. Il presidente tunisino, Zin el-Abidin Ben Ali, ha rimosso dall'incarico il ministro dell'Interno, Rafiq al-Hajj. Secondo quanto riferisce la tv araba al-Jazeera, è stato nominato al suo posto Ahmad Faria. Inoltre, le autorità tunisine hanno deciso di formare una commissione d'inchiesta sulla corruzione nel Paese e hanno scarcerato le persone arrestate durante le manifestazioni dei giorni scorsi. Se questi atti del governo potevano sembrare tentativi del governo di dare segnali di distensione, quanto accade nei Palazzi e nelle strade non basta per sedare l'indignazione e la rabbia della gente.

Rimosso anche il capo di stato maggiore dell'esercito, il generale Rashid Ammar, perché si sarebbe rifiutato di usare il pugno di ferro contro i manifestanti scesi in piazza nel corso delle ultime settimane per protestare contro la disoccupazione e il carovita. Secondo quanto riporta il sito informativo tunisino al-Hiwar.net, fonti bene informate sostengono che il generale, nominato propri p da Ben Ali alla guida dell'esercito, sarebbe stato silurato perché si sarebbe rifiutato di eseguire un ordine in occasione di una manifestazione che si è tenuta nei giorni scorsi a Cartagine, città dove risiede il presidente. «Ben Ali gli ha ordinato di aprire il fuoco sui manifestanti o di rinunciare all'incarico di capo di stato maggiore e il generale ha scelto la seconda opzione», rivela la fonte. Sempre secondo il sito, le cui notizie non trovano conferme ufficiali, l'ufficiale si sarebbe più volte rifiutato di ordinare ai suoi uomini di usare la forza contro i manifestanti e questo avrebbe spinto il presidente tunisino a rimuoverlo dal suo incarico e a scegliere al suo posto il generale Ahmad Shabir, attuale capo dei servizi segreti militari. Il sito parla anche di casi di ammutinamento da parte di reparti della polizia che sarebbero stati costretti a caricare la folla su pressioni dell'esercito. Quesata situazione,sta generando saccheggi a Biserta,le banche vengono protette da fili spinati.
A Sousse, terza città tunisina, è stato indetto uno sciopero generale dai sindacati, mentre per venerdì sono previste due ore di sciopero generale a Tunisi. Il quotidiano francofono Le Temps segnala tre giovani morti a Degueche, nei pressi di Tozeur. Intanto il Parlamento si è riunto per discutere della crisi. I deputati hanno convocato una seduta straordinaria su richiesta del presidente Ben Ali per adottare provvedimenti in campo economico e sociale contro il carovita e la disoccupazione. Il capo di Stato mercoledì aveva deciso di creare una commissione d'inchiesta su alcuni casi di corruzione che riguardano diversi membri del governo.
Si è svegliato l'Etna,tra lave e problemi di viaggi in Aeroporto.
C'èra il rischio della chiusura di Facebook,il 15 marzo,ma era solo una bufala,ma la battaglia per i soldi è vera per il fondatore e per chi ha fregato.
Minacciato MAstella,per la candidatura per essere Sindaco di Napoli,con lettera e proiettile,lui ha risposto che andrà avanti.
Mentre il Pd litigà tra veltroniani e bersaniani,intanto per cambiare,ecco che a Tucson,negli Usa,un uomo,ha deciso di fare una strage, colpendo la Giffords,che era nel senato americano. Ricordato da Obama,il suo discorso ha recuperato punti su punti,su questa brutta strage.
Siamo tutti americani e possiamo discutere le idee degli altri senza mettere in dubbio il loro amore per il paese», ha aggiunto il presidente. «Quello che non possiamo permetterci di fare è tornare a schierarci l'uno contro l'altro, tra reciproche accuse. Per tutti noi è importante fare una pausa, accertarci che davvero stiamo dialogando». «Voglio che la nostra democrazia sia quella immaginata» da Christina Taylor-Green, la più giovane delle vittime della strage di Tucson. «Voglio essere all'altezza delle sue aspettative. Voglio che l'America sia bella come lei la immaginava». Barack Obama ha citato più volte la bimba di nove anni uccisa sabato in Arizona nel discorso tenuto la notte scorsa a Tucson durante la cerimonia in memoria delle vittime dell'attacco.
Nuovi file d'Italia di Assange,dove si dice che i politici non combattono la mafia:"Anche se le associazioni imprenditoriali, i gruppi di cittadini e la Chiesa, almeno in alcune aree, stanno dimostrando promettente impegno nella lotta alla criminalità organizzata, lo stesso non si può dire dei politici italiani, in particolare a livello nazionale" scrive J. Patrick Truhn, console generale Usa a Napoli, in un dispaccio del giugno 2008.  """Quelli che lottano contro la mafia - sottolinea il console


- hanno bisogno di essere considerati come dei modelli reali. E Saviano può ben essere su questa strada". Lo scrittore infatti "appare regolarmente sulla stampa e sui media radiotelevisivi non come un'autorità per la gente, ma - ed è più importante - come una bussola per coloro che sono disposti ad ascoltare". Infine il dispaccio riporta

un incontro tra il diplomatico e lo scrittore. "Quando gli abbiamo chiesto come il governo degli Usa, al di là della cooperazione giudiziaria, potrebbe supportare al meglio la lotta al crimine organizzato, Saviano, in aprile, ha risposto: 'Solo parlando della questione, le date una credibilita' che il resto del mondo, italiani inclusi, non può ignorarè".
Infine, la Corte costituzionale ha deliberato oggi sulle richieste di ammissibilità dei referendum in materia di privatizzazione dell'acqua  e della costruzioni di nuove centrali nucleari. I quesiti proposti dai comitati promotori erano in tutto cinque: quattro relativi alla gestione degli acquedotti e uno sul ritorno dell'atomo. Il verdetto della Consulta dà via libera a solo tre proposte. Per quanto riguarda l'acqua, i provvedimenti nel mirino dei referendari erano due: il decreto Fitto-Ronchi e la precedente normativa varata in materia dal governo Prodi.

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