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martedì 4 gennaio 2011

Dan allenatore di Milano

Conferenza Stampa Peterson ed intervista Proli

Dopo l'increndibile sopresa,ecco l'ufficialità di Dan Peterson allenatore di Milano.
Oggi,alle 15,c'è stata la conferenza stampa.

MILANO - "Sono felice. L'emozione da debuttante assolutamente ci sarà, l'adrenalina ha cominciato a circolare dopo pranzo ieri pomeriggio e anche ieri notte. Sento anche la responsabilità da parte di Milano, dell'Olimpia, dei tifosi, della società. Sono entusiasta e onorato, non si può dire no ad una cosa del genere, e non ci ho neanche pensato. Ma sono qui per vincere se mi è possibile". Dan Peterson, neo allenatore dell'Olimpia Armani Jeans Milano a quasi 75 anni, si presenta così. Il coach statunitense ritorna in panchina dopo 23 anni e mezzo. E ha le idee chiare. Racconta come è nata la giornata che gli riaperto la carriera. "Stavo andando in centro all'Enpals (Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo ndr.) quando mi telefona il presidente Livio Proli e mi dice: come sta? Non ho dormito ieri notte. Ed io ho risposto: conosco bene questa esperienza. Poi mi chiede: è a Milano questa settimana? Possiamo incontrarci? Benissimo, quando? Adesso a pranzo. Pensavo volesse chiedermi di collaborare con la squadra o fare una consulenza, anche se non avrei potuto perché lo ero già con Venezia. Poi è arrivata la richiesta di sedermi in panchina...".


E lì Peterson non ha avuto tentennamenti. "Quando mi è stato chiesto, ho detto 'voglio farlo' non ho paura, sento grande responsabilità. L'età? Mi è mancato Elvis Presley per un anno e un giorno, credo che lui sia ancora di moda... proverò a fare lo stesso. Qualcuno ha detto che sarò un traghettatore, ma io ho avuto sempre contratti di un anno perché poi a bocce ferme si decide a fine stagione. Poi io e l'Olimpia siamo nati entrambi il 9 gennaio del 36', fra poco sono 75 anni".

Nonostante l'età il tecnico è pronto alla nuova avventura e chiede l'aiuto del pubblico. "Spero ci saranno tante persone domani alla partita, il grande vantaggio è sempre stato l'energia che viene dai tifosi di Milano. Avremo bisogno del pubblico, non ho paura, ma ho qualche preoccupazione, punterò molto sull'aiuto dello staff tecnico e non farò rivoluzioni, sono un antiterremoto. Voglio prima conoscere i giocatori -aggiunge Peterson-. Voglio giocare una partita alla volta e domani sarà una partita durissima con Caserta. I tifosi di Milano vogliono vedere la squadra sputare sangue in campo".
Il nuovo coach ha visto la squadra solo da commentatore in tv. "Ho visto giocare la squadra meglio in trasferta che in casa, ma spero di vederla giocare con intensità, aggressività difensiva e attenzione. Domani i ragazzi saranno molto carichi. Nel primo quarto cercherò di far giocare tutti e dieci i giocatori, sono tutti parte della squadra. Non avrò il solito feeling della partita, forse sbaglierò ma voglio coinvolgere tutti. Domani sarà per me un semestre di unive". Un allenatore di una certa età ma anche un messaggio ai giovani. "Allenare una squadra è una cosa che ti tiene giovane, perché sei a contatto con i giovani, i giovani ti insegnano tanto.".

Passiamo nelle scelte del presidente Proli."Ho comunicato la notizia alla squadra,l'abbiamo pubblicata sul sito.E naturalmente ho parlato con Piero.C'èra questa apparente incapacità di costruire qualcosa di consistente. Anche se con attenuanti importanti,ma era l'atteggiamento che non andava bene,lo spirito sbagliato con cui la squadra scendeva in campo.Non era una questione di vinte o di perse,non eravamo mai partiti come quest'anno con un 9-3. E' proprio lo spirito,l'approccio. E ho deciso."
Proli parla che le responsabilità sono di tutti,tecnico,società ed coach. "Ma il lavoro lo fa lui,e non può cambiarli dieci. Abbiamo un gruppo di brave persone ma negli ultimi due mesi non 'c'èra un 'impronta. non eravamo cazzutti,non avevamo attributi,un dna. E' qualcosa che costruisci in palestra,non te le regalano e non si vedeva. E non volevo più fare una stagione di alti e bassi,salvando capri e cavoli nei playoff. Non dico che siamo da scudetto,ma con un paio di ritocchi,ce la possiamo giocare fino alla fine. Il primo segnale l'abbiamo avuto con Lubiana,poi a Siena mi è spaccato lo stomaco,si è rotto qualcosa. E ho rivisto le stesse cose a Biella con Valencia.".





 Proli commenta che non si difendeva da un mese e mezzo,marchio di fabbrica della squadra milanese. Il fallimento è di tutti,dice il presidente,anche se con Bucchi,Milano ha ottenuto una top16 e due finali scudetto. Su Peterson il presidente di Milano commenta:"E' un uomo che ha vinto,sa vincere,sa trasmettere lo spirito Olimpia.,lo spirito Olimpia. Non allena da 24 anni ?Ha esperienza e intelligenza per sopperire,la capacità di gestire un gruppo. E poi ci sarà il suo staff. I giocatori ci devono aiutare a ritrovare l'equilibrio,ad agevolare il nuovo corso e dare il 101 % senza più alibi.La reazione della piazza non la so valutare:i tifosi saranno felici se vinceremmo. Dobbiamo vincere e convincere,siamo giudicati da questo. L'effetto di Dan,è speciale,ma a fine stagione contano i fatti. Armani? E' rimasto sorpreso,è un uomo che confida nella continuità dei rapporti. Ma non possiamo vegetare,questo gruppo deve dare il massimo,e adesso non sta dando il massimo."

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