L'11 aprile 2026 il governo Brittanico ha congelato l'accordo sulla cessione delle isole Chagos a Mauritius. In base all'accordo, Londra avrebbe dovuto trasferire la sovranità sull'arcipelago a Mauritus(per un trattato firmato nel 2025), ma tenendo il 99% del controllo della base militare Diego Garcia, in condivisione con gli americani .Questa base fu creata nel 1966,allontanando 2000 indigeni, deportati a Mauritius e alle Seychelles. Questi indigeni si nutrivano di pesca, agricoltura e alla lavorazione del cocco e tra il 1971 ed 1973 vennero deportati. Nel 2010 fu creata una vasta riserva marina integrale con divieto di pesca. La corte internazionale di giustizia nel 2019,il 22 maggio, ha sancito che l'arcipelago delle isole Chagos sono territorio di Mauritius sotto occupazione illegittima. La sentenza della camera speciale del tribunale internazionale del diritto del mare, del 28 gennaio 2021,ha confermato la sovranità delle Mauritius, su un diverbio con le Maldive. Il 18 marzo 2015 la corte permanente di Appello ha dichiarato che illegittima l'istituzione unilaterale di un'area marina protetta attorno all'arcipelago. Queste 60 isole sono nell'oceano indiano, a sud delle Maldive, rinomato per le sue barriere coralline ed è stato abitato dal popolo chagosano. Gran parte delle isole sono disabitate. I primi abitanti sono nel XVIII secolo gli schiavi portati dai francesi. Essi coltivavano le piantagioni di cocco .Nel 1814 il territorio fu ceduto dai Francesi agli inglesi come parte di Mauritius. Poi si creò lo stacco delle Mauritius per il territorio Brittanico dell'oceano indiano. Nel 1968 Mauritius ottenne l'indipendenza ed il Regno Unito si tenne il dominio delle isole. Dopo la costruzione di Diego Garcia, solo poche persone come la giornalista di BBC News Alice Cuddy ha potuto vedere il caso di una 60 profughi bloccati nell'isola per 3 anni. Per visitare queste isole, ci sono poche aree visitabili ,si deve ottenere un permesso ed si ha un tempo limitato. Mauritius ha un legame con la Cina dal punto di vista economico. Mauritius ha sfruttato l'accordo di libero scambio del 2019 con i cinesi, per attrare investimenti di tecnologia ed finanziario.
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